Papiro Sarda, la fabbrica che trasforma la carta in futuro

Ci sono imprese che nascono da un investimento, e ce ne sono altre che prendono vita da una sfida. La storia della Papiro Sarda appartiene alla seconda categoria. È la storia di una famiglia, di un gruppo di pionieri e di una Sardegna che credeva ancora nella possibilità di costruire industria, occupazione e sviluppo partendo dalle proprie risorse.
Tutto inizia nel 1962. Giulio Barsanti arriva nell’Isola insieme al padre Bruno. La Sardegna sta cambiando volto, guarda alla modernità e alla crescita industriale. In quegli anni nasce la Cartiera Santa Giusta, un progetto ambizioso destinato a lasciare il segno. Tra i protagonisti di quell’avventura c’è anche Sergio Lapi, che negli anni successivi ne diventerà direttore.
Passano i decenni e il destino offre una nuova opportunità. È il 23 settembre 1982 quando Giulio Barsanti, la moglie Mariella Guidi e l’amico Sergio Lapi decidono di rilevare dal Tribunale la storica Cartiera Perra. Nasce così la Papiro Sarda, leader in Sardegna nella produzione di carta riciclata, e una delle realtà più importanti del Consorzio Industriale di Cagliari.
Non sono anni facili. Gli impianti richiedono interventi importanti, gli investimenti sono onerosi e il mercato è tutto da costruire. Ma la determinazione non manca. Giorno dopo giorno, tra sacrifici e lunghe giornate di lavoro, la cartiera riprende vita. Si producono varie tipologie di carta (fluting, medium e semichimica) utilizzando una materia prima tanto semplice quanto preziosa: la carta da macero raccolta in Sardegna.

All’inizio c’è un solo cliente e un solo mercato, quello isolano. Ma la visione dei fondatori guarda lontano.
Negli anni Novanta arrivano i primi grandi investimenti, la tecnologia evolve, la produzione cresce e l’azienda inizia un percorso di innovazione continua che non si fermerà più. Nel frattempo, entra in campo la seconda generazione. Daniela Barsanti assume la responsabilità amministrativa e commerciale, mentre Andrea Barsanti guida la produzione e lo sviluppo industriale. L’impresa familiare si trasforma in una moderna realtà produttiva capace di competere sui mercati nazionali.
“I numeri raccontano questa crescita – racconta Daniela Barsanti -, dalle 6.000 tonnellate prodotte nel 1999 siamo arrivati alle oltre 25.000 tonnellate annue raggiunte vent’anni dopo. Ma dietro i numeri ci sono soprattutto persone, competenze e una cultura industriale costruita con pazienza. La vera forza della Papiro Sarda, però, è sempre stata la capacità di vedere valore dove altri vedevano uno scarto. Ogni pezzo di carta che entra nello stabilimento ha già vissuto una prima vita. Giornali, scatole, imballaggi e documenti vengono raccolti, selezionati e trasformati nuovamente in materia prima. È il principio dell’economia circolare applicato molto prima che diventasse una parola di
moda”.
Oggi la cartiera produce carta riciclata al 100 per cento ed è parte integrante della filiera nazionale del riciclo attraverso il Consorzio Comieco e del Consorzio Regionale Carta e Cartone Sardegna.
Dal 2018 un importante programma di ammodernamento degli impianti ha consentito di aumentare la capacità produttiva fino a 100 tonnellate al giorno. “In questa fase di ammodernamento della nostra azienda abbiamo potuto contare sulla piena collaborazione del Cacip – racconta Barsanti -, con il processo innovativo anche la sostenibilità energetica è diventata protagonista, grazie al passaggio dall’olio combustibile al gas naturale liquefatto, una scelta che ha ridotto ulteriormente l’impatto ambientale dell’attività. La filiera non si ferma alla produzione della carta, infatti, la produzione principale dell’impianto alimenta importanti realtà sarde di trasformazione del prodotto in scatole, separatori etc.
A Macchiareddu il ciclo si completa con la trasformazione in sacchetti, carta accoppiata al polietilene, carta da banco per diversi usi e numerosi altri prodotti che ogni giorno entrano nelle case, nei negozi e nelle aziende. Raccogliamo, produciamo e trasformiamo: queste azioni sono la sintesi perfetta di un modello industriale che unisce territorio, innovazione e sostenibilità”.
Oggi la Papiro Sarda impiega 42 dipendenti e lavora ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette. È una delle poche realtà industriali dell’Isola capace di chiudere il cerchio del riciclo, restituendo nuova vita a una materia che altrimenti resterebbe solo rifiuto. Eppure la sfida continua.
Ogni anno in Sardegna vengono raccolte circa 100 mila tonnellate di carta da riciclare. Solo una piccola quota rimane nell’Isola per essere trasformata in una nuovo prodotto finito. La Papiro Sarda,
in relazione al suo fabbisogno, potrebbe riciclare il 30% del materiale raccolto in Sardegna, contribuendo a rafforzare una filiera locale che genera lavoro, valore economico e benefici ambientali. Inoltre, se il macero restasse nell’isola si contribuirebbe alla diminuzione dell’inquinamento derivato dal traffico su gomma e navale generato dalla spedizione in penisola della raccolta stessa.
A oltre quarant’anni dalla sua fondazione, la storia della Papiro Sarda dimostra che fare industria in Sardegna è possibile. Servono coraggio, visione e la capacità di guardare oltre l’orizzonte. Proprio come fece Giulio Barsanti quando, più di sessant’anni fa, arrivò nell’Isola con un sogno destinato a diventare realtà.









